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| Sapeva che probabilmente lei sarebbe rimasta sorpresa dal suo silenzio, ma in realtà sembrava che quella ragazza percepisse la realtà in modo diverso. Si chiese se veramente il problema fosse che lui era stato cresciuto in un modo diverso da molti altri. Solo che non riusciva a capire come quello potesse influire nei suoi rapporti con le persone...Non era come suo padre, lui. No, lui si era sempre rifiutato di piegarsi docilmente al volere di una figura paterna che non voleva la sua felicità, ma la propria soddisfazione personale. Era stato fortunato, quello era vero. Fortunato a potersi permettere praticamente tutto ciò che voleva, ma soprattutto era stato fortunato a capire il sottile confine tra ciò che era giusto ottenere e ciò che non era giusto nemmeno pensare. E lei, invece? Chissà che vita aveva fatto lei. La guardò, e scoprì di nuovo quegli occhi a fissarlo. Era bella. No, non era una di quelle bellezze patinate o appariscenti. Era...fragilmente bella, come può essere bella una delicatissima bambola di porcellana. Non si aspettava ciò che successe pochi secondi dopo, ma sentì il cuore schizzargli in gola. Le labbra di lei si erano posate sulle sue, fresche e morbide. Rimase talmente sorpreso che non ebbe nemmeno il tempo di formulare un pensiero coerente. Schiuse le labbra alla pressione di quelle della ragazza, e rispose al bacio. Represse l'istinto di stringerla, e in un folle attimo di pazzia si ritrovò a pensare che quel bacio gli stava piacendo davvero davvero molto. Fino a quando lei non si separò da lui, come se non fosse successo assolutamente niente. Volevo ricordare cosa si provava...principino. Fantastico. Quella ragazza aveva una faccia tosta davvero ammirevole. Ma lui non disse nulla. Si limitò a guardarla stranito mente lei si alzava dal marciapiedie, e muoveva qualche passo in non si sapeva quale direzione. Ho bisogno di qualcuno che mi scorti a casa. Un sorriso divertito le illuminava il viso, e quasi gli fece dimenticare che avrebbe dovuto essere irritato da quello che lei aveva appena fatto. Solo che non ci riusciva. E adesso? Che avrebbe fatto, l'avrebbe accompagnata a casa? Certo...Perchè non poteva lasciarla vagare da sola per strade che non conosceva. Ammesso e non concesso che fosse veramente quello, il motivo. Si alzò anche lui, poi le strinse delicatamente un polso. Non poteva prenderla per mano, ovvio. Ti accompagno. Tanto per cominciare, avrebbero dovuto abbandonare quella strada, e tornare verso Diagon Alley. Cercò di riscuotersi appena dalla strana confusione che si era impossessata di lui, sfiorandosi appena le labbra mentre lei non guardava. Che ragazza bizzarra... Mentre si incamminavano, si domandò se per caso il destino si divertisse a fare scherzi, e soprattutto, pensò mentre incrociava di nuovo gli occhi di lei senza distogliere lo sguardo, se potesse dare segnali tanto chiari da farci dubitare del nostro libero arbitrio. |